Su e giù per il crinale che divide Emilia Romagna e Toscana, lungo sentieri spettacolari, immersi nel cuore di panorami mozzafiato che esplodono di colori nel pieno dell’estate, proprio in questo contesto magico trasformeremo il nostro essere attraverso la fusione di pratiche yogiche intense e avventure mozzafiato.
Primo giorno partiremo a camminare da Case di Civago e ci immergiamo da subito nel fascino della selvaggia Val Dolo. La salita nel bosco è un toccasana e, al contempo, un tuffo nel passato, attraverso antiche mulattiere e vecchi ruderi, una volta abitazioni delle persone che vivevano e lavoravano nel bosco.
Arriveremo al Passo di Lama Lite e subito dopo al rifugio più antico della storia dell'Appennino Reggiano, il Rifugio Battisti: la vista è privilegiata e consente di ammirare da vicino il Gigante addormentato, il Monte Cusna.
E’ ora di entrare nel cuore dell'Abetina Reale, polmone verde unico nel cuore delle nostre montagne: si scende lambendo la Valle dei Porci per arrivare poco dopo nel cuore del bosco, a pochi passi dal Rifugio Segheria, dove Marcello ci attende per una cena fantastica e senza fine.
Non prima, però, di aver goduto di una pratica di Hatha Yoga al tramonto sul grande prato verde davanti al rifugio, coccolati dal rumore del Torrente Dolo proprio a due passi.
Il secondo giorno inizieremo la giornata godendo dei benefici della pratica Vinyasa Yoga del mattino per risvegliare mente e corpo prima della seconda escursione. Dopo colazione affronteremo la salita verso uno dei luoghi più belli dell'Appennino: i Prati di Monte Vecchio, una mirtillaia senza fine ai piedi del crinale, con una vista eccezionale sul Cimone e le vette intorno.
E poi con decisione verso la vetta del Monte Prado. Raggiunta la cima più alta della Toscana, inizia il nostro percorso di discesa verso il piccolo Lago della Bargetana, incastonato in un circolo glaciale spettacolare.
Rientreremo verso il Rifugio Segheria (possibilità di lasciare dunque lì parte del peso da recuperare al rientro) per iniziare infine la discesa verso le macchine, costeggiando ancora una volta il bellissimo torrente Dolo.